Archivio per la categoria ‘eventi’

A Matrix, chi fa da sé..

29 Marzo 2008

Ore 11,18 di oggi. Repubblica online riferisce:

Faccia a faccia virtuale a Matrix – Sarà un faccia a faccia “virtuale” quello che andrà in onda venerdì a “Matrix”: a chiarirlo è in una nota Enrico Mentana, sottolineando che Silvio Berlusconi e Walter Veltroni faranno interviste separate.
tv

Ciò che terrei a capire è a cosa serve fare interviste separate. E soprattutto chi sarà a formulare le domande.

Dall’esperienza che ho di Matrix, credo di non dovermi aspettare interrogativi pungenti e scomodi, perciò ho come l’impressione che il tutto si risolverà in due vetrinette accuratamente separate dei due candidati premier. A quel punto però non chiamiamolo più “faccia a faccia”. Ammesso che incontrarsi a Matrix di per sé possa costituire un confronto..

Festival di Sanremo, la vera sfida è con il video-web

27 Febbraio 2008

Per scrivere di media «occorre in certo senso amare il cinema, avere piacere ad introdurre una moneta in un juke-box, divertirsi con le macchine a gettone, seguire gli incontri sportivi alla radio e alla televisione, canticchiare l’ultima canzonetta; essere un po’ della folla, delle feste da ballo, dei capannelli di curiosi, dei giochi collettivi. Occorre conoscere il mondo senza sentirvisi estranei», scrive Morin ne L’Esprit du temps nel 1962.

Festival di Sanremo - 58esima edizione - Pippo Baudo - Piero Chiambretti - Bianca Guaccero - Andrea Osvart

Perciò parliamo anche della regina delle manifestazioni popolari, il Festival di Sanremo. Tra ieri e oggi, gli articoli che sono stati scritti sulla grande kermesse di musica italiana stringono molto sul tema degli ascolti, che risultano essere piuttosto inferiori rispetto agli anni scorsi. Non voglio avventurarmi in analisi comparative tra programmi in onda nella stessa fascia oraria, anche perché già solo ricorrere alla tragedia di Gravina di Puglia per spiegare il calo dell’audience mi pare francamente fuori luogo. Sarà per un certo senso di sacralità della vita e della morte che non mi permette di tirare anche minimamente in ballo l’argomento. Un’ipotesi vorrei formularla perciò senza ricorrervi.

Credo che abbia influito non poco la novità YouTube, o Google Video o comunque l’opportunità di vedere comodamente la trasmissione su internet il giorno dopo, all’orario che si preferisce e senza dover andare a dormire all’una di notte. Inoltre la rete offre la possibilità di vedere cantare solo l’artista preferito con una ricerca mirata, senza sciropparsi balletti infiniti, pubblicità ad ogni pie’ sospinto e gag poco divertenti.

Un tempo cambiare canale significava perdersi i programmi, a meno che non li si registrasse su videocassetta. Oggi non solo non c’è più bisogno di dover fare queste operazioni, ma i programmi tv sono largamente disponibili, legalmente o illegalmente, in rete, e quasi in tempo reale.

Forse chiedersi oggi perché calano gli ascolti del Festival è come domandarsi come mai nessuno lo videoregistri più. La televisione, per quanto sia ancora il mezzo di comunicazione di massa più diffuso e più seguito, non è più l’unico. E con questo dato di fatto i produttori di programmi televisivi dal largo pubblico come il Festival di Sanremo dovranno prima o poi fare i conti.

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Chi ben comincia…

26 Febbraio 2008

Toto Cutugno

«Voi giornalisti accusate gli artisti di proporre brani vecchi ma voi non cambiate mai, dite sempre le stesse stronzate».

Lo ha detto Toto Cutugno e lo riporta oggi il sito non ufficiale del festival di Sanremo.

Cominciamo bene.

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DisOrdine

24 Febbraio 2008

Beppe Grillo a Napoli al «monnezza day»:

«Non ce l’ho con i giornalisti precari, con cui sono solidale ma credo che per risolvere il problema occorra abolire l’ordine dei giornalisti».

E poi?

Beppe Grillo e il giorno della monnezza

23 Febbraio 2008

Beppe Grillo monnezza day 23 febbraio 2008 Napoli

Leggo sul Corriere della Sera un breve ma significativo articolo sul «monnezza-day» di Beppe Grillo, tenutosi oggi a Napoli.

Avevo immaginato che Grillo e grilletti si munissero di scopa e paletta e si mettessero a spazzare le strade partenopee, oppure che proponessero una soluzione valida per rimediare allo scandalo della spazzatura. Invece leggo che la proposta è quella di non votare e che c’è stata una conferenza stampa.

Ma come una conferenza stampa?

Perché una conferenza stampa se, come afferma Grillo, «tra poco non ci sarà più bisogno dei giornalisti»? Può essere che noi giornalisti presto non saremo più necessari, e lo considero possibile da giornalista e da blogger convinta che il futuro dell’informazione è online; ma perché organizzare una manifestazione «con centinaia di giornalisti», richiamati in piazza Dante a Napoli da «ragazzi senza soldi e senza giornali» che si sono serviti della sola rete? Perché non organizzare invece una conferenza blogger? Che bisogno c’è dei giornalisti?

E poi mi domando: propagandare il non-voto («Non vado a votare e ne sono orgoglioso») e proporre una lista elettorale («Non voglio fare un partito, ma una lista partendo dai comuni e dalle regioni perchè il nostro movimento è fatto di giovani») non sarà un pochetto contraddittorio?