Il giornalista tra verità e potere

Ryszard Kapuscinski

“Dice Kapuscinski: «Il vero giornalismo è quello intenzionale, vale a dire quello che si dà uno scopo e che mira a produrre una qualche forma di cambiamento». Il cambiamento, un elemento importante per chi si prefigge di raccontare la realtà nel suo divenire. Ma che tipo di cambiamento raccontare oggi, quando nel mondo 358 miliardari possiedono più ricchezze di tre miliardi di persone, e cioè di mezzo mondo?

Serge Halimì dalle pagine di “Le Monde Diplomatique” si domandava: «Come possiamo noi giornalisti e intellettuali denunciare questa situazione e proporre soluzioni quando questi miliardari, e cioè i Bill Gates, i Rupert Murdoc, i Jean Luc Lagardère, i Conrad Blak, i Ted Turner detengono la proprietà delle case editrici, dei giornali per i quali scriviamo, delle radio e delle emittenti televisive dalle quali ci esprimiamo?».

Come orientarsi allora tra la ricerca della verità e i condizionamenti del potere?

In qualche modo la risposta arriva proprio da Kapuscinski che tira in ballo, con decisione, le responsabilità individuali e gli “atteggiamenti” dei giornalisti, rei spesso di diventare complici consenzienti di chi non ha alcun interesse a raccontare il mutamento: «Se si è una buona persona si può tentare di capire gli altri, le loro intenzioni, la loro fede, i loro interessi, le loro difficoltà, le loro tragedie. E diventare immediatamente, fin dal primo momento, parte del loro destino»”.

da R. Palumbo, Prima scrivere. Suggerimenti alla scrittura come comunicazione, Mediascape Edizioni, Firenze 2004, pp. 131-32.

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2 Risposte to “Il giornalista tra verità e potere”

  1. Redazione Says:

    Oltre ai giornalisti che entrano nei salotti (la citazione di questo blog in testata) si può includere quella piccola parte della blogosfera che oramai è diventata “il braccio armato” della public relations aziendali. Questa nuova specie di comunicatori travalica ogni limite e non c’è alcun Ordine da abolire. Se questo è il futuro, l’informazione oggettiva è morta.

  2. Maria Francesca Calvano Says:

    Non ne sono sicura, ma credo tu stia parlando di giornalisti-blogger che postano pubblicità per aziende sotto forma di articoli giornalistici. In questo caso, spero tanto che il futuro non sia così, e soprattutto che l’Ordine (che si vuole abolire) sia vigile su questo genere di episodi!

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