Lo spettacolo non deve per forza continuare

Ho la replica di un politico nel cassetto. I giorni passano da quando mi ha detto quelle parole perché le pubblicassi come risposta ad un altro articolo, e se fossi una giornalista che conosce soltanto la regola delle vendite l’avrei già fatto da un pezzo. Invece no.

Non l’ho fatto perché ci sono momenti in cui lo spettacolo non deve per forza continuare, in cui anche la cronaca deve fermarsi. Quel politico vive giorni tragici, insieme con la famiglia alla quale appartiene. Violare proprio io questo silenzio nel momento in cui è quello a tacere, sputando sul foglio di un giornale anche solo una parola che gli appartenga mi pare un sacrilegio.

Oggi forse egli non prenderebbe la parola, oggi forse non ci metterebbe la stessa rabbia, la stessa forza. Oggi forse non direbbe nulla.

E allora perché squarciare questo velo? Chiudiamo baracca e burattini ogni tanto, anche noi giornalisti. Mettiamo l’uomo dinanzi al politico, il rispetto davanti alle vendite, il silenzio davanti al rumore. E taciamo, ogni tanto.

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21 Risposte to “Lo spettacolo non deve per forza continuare”

  1. ghostdog Says:

    Non conosco la vicenda, dunque non posso pronunciarmi sul merito. Quello che mi pare interessante e’ l’uso di una locuzione ben precisa, da parte tua, nel descrivere la vicenda: “squarciare questo velo”. Di solito la si legge sempre seguita da altre due parole: “di ipocrisia”. Lapsus freudiano? ;)

  2. mariafrancescacalvano Says:

    Ciao ghost. Certo non conosci la vicenda.. Lapsus? Dovrei pensarci.. :)

  3. Colletto bianco Says:

    mia cara Signorina. Lei non ha estorto quelle parole. Le ha avute in consegna per renderle pubbliche. La persona che ha parlato con Lei, si presume abbia capacità di raziocinio e senz’altro conosce l’effetto che può provocare una simile intervista. Io direi che più che la “regola delle vendite”, lei dovrebbe attenersi alla “regola dell’informazione”. E poi, mi scusi, ma come fa Lei a dire oggi che quel politico direbbe cose diverse, o tacerebbe…? Non credo che come giornalista debba porsi queste domande. Se vuole pubblicare pubblichi, se non lo vuol fare, taccia… Ma non cerchi di entrare nella testa altrui. Meno male che ha tolto il post di pasqua…. veramente poco giornalistico. O meglio, da giornale parrocchiale. (Mi scusi, ma Lei, a volte, mi fa arrabbiare… ma la leggo sempre con piacere…)

  4. mariafrancescacalvano Says:

    Lei mi fa divertire. Il post di Pasqua è ancora pubblicato, non ho tolto nulla. Vuol dire che per Natale può considerarsi esonerato dall’accettare o ricambiare gli auguri. Io invece credo che il giornalista debba porsi anche delle domande che riguardano la persona, e io me le pongo. Se lei ritiene che invece così non debba essere, che la cronaca debba avere la preponderanza su tutto, allora facciamo che chiediamo “come si sente?” ad una persona ovviamente distrutta.

  5. Colletto bianco Says:

    spiritosa!!, i suoi auguri li accetterò volentieri, per Pasqua e per Natale. Ha capito benissimo a cosa mi riferivo…. Lei si può porre tutte le domande che vuole sulla persona, ma così facendo le sue interviste rischieranno di restare inutilizzate, lo sa quanti scrupoli ci facciamo, e quanti ci fanno venire le persone con cui viviamo?!?…. Si lamentava alcuni post fa del fatto che non è libera di scrivere… che incontra la gente di cui scrive…. ed ora stà qui a mordersi la coscienza…. Pensa che nelle grandi città sarebbe diverso? Più la balena è grossa e più l’onda sarà alta, al momento in cui verrà colpita… E lei pretende di non bagnarsi il vestito?!?

  6. Strike Eagle Says:

    Beh penso tu abbia sollevato un bel problema: il rispetto della persona, dei momenti, dei sentimenti… Tutte cose che la TV, i giornali e “i giornalai”, che ci lavorano, ormai abituati ad urlare qualsiasi cosa hanno letteralmente cancellato dalla coscienza di ognuno. Il punto è proprio quel “come si sente” chiesto a chiunque allo stesso modo, con la stessa inflessione, con lo stesso peso: che si tratti di una vittoria sportiva clamorosa e sudata o di una tragedia il tono e la domanda è sempre quella “come si sente?”. Magari ogni tanto come giustamente tu hai fatto quella domanda dovremmo porcela prima noi giornalisti e dire “come mi sentirei in quella situazione?” e forse ci risparmieremmo qualche lacrima in più che fa audience e qualche teatrino deprecabile. Concordo con te ci sono momenti, eventi, persone e fatti che vanno rispettati… e spesso questo lo si fa con un saggio silenzio, più che con uno starnazzante clamore…

  7. ghostdog Says:

    Credo tu debba sollevare un poco lo sguardo oltre “la siepe”. Il giornalismo, altrove, entra a gamba tesa nella vita privata dei politici. Lo -deve- fare. E’ il lettore che lo richiede; e il cronista non e’ che un suo strumento, in questo senso. Non conosco la vicenda, ripeto, quindi posso solamente intuire.. ma l’importante e’ che il termine “rispetto”non muti in sinonimo di “autocensura”.

  8. mariafrancescacalvano Says:

    @ Colletto bianco

    Non mi lamento del fatto di incontrare le persone di cui scrivo, semplicemente sottolineo la difficoltà che questo comporta. Neanche pretendo di non bagnarmi il vestito. Il luogo in cui si opera può essere piccolo o grande, ma gli schizzi saranno sempre proporzionati, e non sono certo quelli che mi preoccupano, altrimenti adotterei una linea molto diversa nel fare giornalismo. Non mi mordo neanche la coscienza sul pubblicare oppure no: sento che in questo momento il senso di rispetto verso la persona deve essere più forte della volontà di pubblicare a tutti i costi. Un’intervista resterà inutilizzata? Meglio il silenzio di un rumore fuori luogo. Non ho detto comunque che quelle dichiarazioni resteranno inedite: ho detto che in questo momento è importante chiedersi se sia il caso di pubblicarle.

    @ Strike Eagle

    Sono d’accordo. C’è un tempo per parlare e uno per tacere.. dove l’ho già sentita?

  9. mariafrancescacalvano Says:

    @ ghostdog

    No, certo, non si tratta di autocensura. Ci mancherebbe. Si tratta soltanto di valutare il momento. Poi ripeto: non ho detto che resteranno inedite. Il confronto poi aiuta a scegliere i tempi giusti :)

  10. ghostdog Says:

    Tutte giuste e sacrosante considerazioni. E il governatore Elliot Spitzer sarebbe certo il primo a sottoscriverle ;)

  11. mariafrancescacalvano Says:

    Ahahahah ;) Ma si tratta di una cosa diversa :)

  12. Colletto bianco Says:

    Insomma, mia cara… Tutto, e il contrario di tutto…. Oggi è questo, domani sarà un’altra cosa. …meglio il silenzio di un rumore fuori luogo….. Ora, vuole dirmi per cortesia… fuori luogo per chi??… e, nel caso Lei mi risponda: per me stessa… è proprio convinta di non essere il frutto di coercizioni, di pressioni, di situazioni scomode…? Non dico non debba avere una coscienza, ci mancherebbe, ma riprenda con attenzione le parole di Ghost… :ma l’importante e’ che il termine “rispetto”non muti in sinonimo di “autocensura”. Le sposo, in toto. (A proposito, mi permetta di essere galante solo una volta… adoro farla divertire..). Il suo affezionato lettore..

  13. ghostdog Says:

    Sicuramente hai ragione.. Ma dato che non puoi consultare i tuoi lettori per verificarlo, non resta che fidarsi del tuo giudizio. Ed e’ proprio per questo, che lo chiamano “quarto potere” ;)

  14. Colletto bianco Says:

    no, no, mia cara: Sono proprio queste le considerazioni da fare. E fanno bene a porle l’esempio del governatore Spitzer… Certe problematiche sono da giornale di parrocchia. (e qui ritorno alla caduta di stile (per me), del giorno di Pasqua…. Ma a lei posso concedere tutto..). O Lei vuole informare, o Lei vuole diramare bollettini. Veda un po che fare…

  15. mariafrancescacalvano Says:

    Credo che fare questo discorso senza avere chiaro il fatto di cui sto parlando sia piuttosto arduo, quindi è facile che non ci capiamo. Non sto parlando di un dato di cui sono in possesso ma che censuro per chissà quale motivo, ma di una dichiarazione che ritengo di dover pubblicare in un momento diverso da quello dei giorni scorsi. Il post che ho scritto ieri è una riflessione di alcuni giorni fa che ho avuto il tempo di scrivere soltanto ieri. Comunque ripeto: non si tratta di censurare un fatto, ma di riportare determinate parole in un tempo che non sia fuori luogo avendo come criterio il rispetto della persona. È chiaro che per rispetto della persona non intendo certo la preoccupazione di non colpirla, assolutamente! Non è questo il punto. Ma un post vago come quello che ho scritto non si presta certo alla reciproca comprensione. Non lo faccio più, giuro :p Grazie, Colletto, di questa galanteria. Potrei confonderla con adulazione, però.

  16. Colletto bianco Says:

    no, no… è proprio galanteria, mia cara…!! E poi, come poter resistere a lungo al suo sguardo, che ammicca così dolcemente … Mi scuso per la divagazione. Non lo farò più, giuro:P .. A presto..

  17. ghostdog Says:

    La discrezionalita’ sviluppa la propria efficacia sia se si parli di metodo, sia che si parli di merito.. non vedo differenza. Ma ripeto, l’amministrazione della notizia, -qualunque- essa sia, e’ appannaggio del giornalista. A noi lettori (magari posteri, a seconda del ritardo di pubblicazione) solo l’ardua scelta di leggerla o voltar pagina :p

  18. mariafrancescacalvano Says:

    :)

  19. StrikeEagle Says:

    Forse… opinione personale… I metodi, le tecniche, il diritto/dovere di cronaca è giusto avere il coraggio di lasciarli a casa ognitanto e di fare scelte da uomini. Ci vuole più coraggio per fare uno scoop e generare clamore o per rispettare una persona? Quella fatta dalla nostra giornalista non è certo una scelta semplice, non è una scelta professionale, ma forse (e per questo deve essere valutata) è una scelta etica nata dalla passione per l’onesta, per la correttezza dell’informazione e dalla capacità di avere tatto (spesso prettamente femminile). Io mi complimento per l’onestà dimostrata… Trovo che questa sia passione per il proprio lavoro, non quella dimostrata da chi “attacca” sempre a spron battuto contro tutto e tutti… Onestamente pensando a qualcosa di ben più grave, avrei preferito il 12 settembre trovare i quotidiani con le prime pagine bianche o listate a lutto… questo avrebbe dimostrato di aver compreso cosa era realmente successo e questo avrebbe permesso a tutti di cogliere la gravità del momento. A volte il silenzio o il bianco di una pagina penso siano più assordanti, sconvolgenti e taglienti del nero delle parole…

  20. ghostdog Says:

    L’etica del giornalista e’ dare la notizia. Qualsiasi altra motivazione attiene ad altro e ad altro deve appartenere. Poi ognuno e’ libero di fare le proprie scelte di opportunita’, e di questo si prende responsabilita’. Ma un giornale con la pagina bianca o nera, con nulla di scritto, e’ senz’altro ottimo per incartarci le uova.

  21. mariafrancescacalvano Says:

    Sostengo la scelta di opportunità (chiaramente sulla base dei criteri che ognuno si dà, siano essi giusti o sbagliati, ad ognuno la responsabilità del caso, come dice ghost) ma non quella del giornale listato a lutto o bianco.

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